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Lago di Garda: dal 1500 al 1700

Storia - Dal 1500 al 17001508 Si costituisce la lega dei Cambrai contro la Repubblica di Venezia. Fra le mire degli alleati alcune riguardano direttamente la regione gardesana: l'imperatore Massimiliano vuole cacciare i veneziani dal Trentino meridionale; il re di Francia, come discendente dei Visconti, pretende il dominio su Bergamo e Brescia, compresa la Riviera. Venezia munisce i castelli di terraferma, tra i quali quelli di Salò e Padenghe; manda galee sul lago e fa allestire altre navi nell'arsenale di Lazise. A difesa e controllo di Riva viene costruito il "Bastione".

1512 I Veneziani riprendono i loro domini (a Salò torna il provveditore, Almorò Gritti), ma dopo pochi giorni Gastone di Foix mette a sacco Brescia. Venezia tenta di riprendere Brescia, dove si insediano gli spagnoli. L'esercito della Repubblica si ritira: gran parte di esso si ferma nella Riviera.

1516 L'imperatore Massimiliano scende in Italia; la Riviera passa nuovamente sotto il dominio tedesco. A reggerla viene rimesso il governatore spagnolo che ne era fuggito l'anno precedente. L'improvviso ritorno in Germania di Massimiliano consente però la restaurazione del dominio di Venezia su Brescia. Ancor prima che la Repubblica si reinsedi nella città, Salò insorge e la Riviera torna ai Veneziani. A Rovereto e Riva, poi Vicariati di Arco, Brentonico e Mori e le terre di Torbole e Nago passano invece all'imperatore. Solo nel 1521 il vescovo trentino otterrà da Carlo V (succeduto a Massimiliano) la restituzione di Riva con il suo territorio e l'anno seguente confermerà la città e agli Ebrei residenti, i loro antichi privilegi.

1532 Desenzano, Padenghe, Rivoltella, Pozzolengo, Bedizzole e Calvagese chiedono di dividersi dalla restante Comunità, insofferente dalla supremazia di Salò, e forse dalla loro richiesta appoggiati da Brescia, interessata ad interessare i salodiani, spesso protagonisti di iniziative ostili. Il governo Veneziano non accoglie tuttavia la domanda e impone la conservazione dell'unione della Magnifica Patria. Uguale pretesa verrà respinta una cinquantina d'anni dopo, nello stesso periodo in cui sarà espresso parere contrario anche a proposito della richiesta di Salò di divenire sede di Vescovado.

1590 Nei mesi invernali si verifica la più grande carestia del secolo. La popolazione della Riviera sembra tuttavia subire un decremento inferiore a quello registrato in altre zone e resta attestata sulle 40.000 unità. Si istituisce a Riva un ufficio di Annona a beneficio della popolazione meno abbiente.

1609 Nominato podestà di Brescia l'anno precedente, Giovanni da Lezze fa compilare un Catastico, che consegnerà nel 1610 al governo della Serenissima. Si tratta di una storia di statistica che fornisce un quadro della società e dell'economia bresciana, molto dettagliato per alcune zone, ridotto alle informazioni essenziali per altre, fra cui la Riviera.

1644 Ha inizio la guerra di Candia, combattuta da Venezia contro i Turchi. Per oltre vent'anni la Riviera - come il resto del Bresciano - sarà costretta a contribuire alle ingenti spese della Repubblica.

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