slider
slider
 Home  /  Cosa fare  /  Itinerari sul Garda

Il Monte Baldo

Il Monte Baldo

Stagione: primavera - estate - autunno. Tempo: un giorno. Percorso: 100 km circa.

Il Monte Baldo - itinerarioTABELLA DI MARCIA: Da Torri del Benaco si procede verso nord lungo la statale gardesana; poco dopo Pai (8 km) si svolta a destra per Biazza, Fazor e San Zeno di Montagna (12 km). Raggiunta Costermano (7 km) ci si dirige verso Rivoli (8 km), scendendo quindi nella Valdadige in direzione nord. Oltrepassate Canale, Brentino, Rivalta e Belluno Veronese, si giunge ad Avio (30 km), dove imbocchiamo a sinistra la val Aviana per Brentonico (26 km). Procedendo per Mori (9 km), Loppio e Nago si giunge a Torbole (20 km), termine del nostro itinerario. 

Vedi il percorso su Google Maps

Dalla Riviera del Garda, ricca di olivi e d’oleandri, sino al Monte Baldo veronese, tra verdi boschi; poi verso la piana coltivata ai piedi di Caprino, quindi alla volta della Valdadige, ricca di vigneti, e ancora su verso il Monte Baldo, quello trentino dai pascoli fioriti, per ridiscendere infine al Benaco nella sua area settentrionale.

Ci si avvia all’ombra del castello scaligero di Torri del Benaco, centro d’approdo del traghetto che unisce le due opposte riviere del Garda. Ci si dirige lungo la statale gardesana verso nord e oltre passato Pai – borgo metà su lago e metà in collina, immerso tra gli ulivi - si sale ai primi rilievi baldensi imboccando la strada, in località La Pianta, che conduce alle contrade antiche di Biazza e Fazor. Lasciato alle spalle il mondo degli oliveti, continua l’ascesa sino all’abitato di Villanova, in uno scenario già montano. Di qui il passo è breve a San Zeno di Montagna (a circa 700 m s.l.m.), luogo di soggiorno estivo e invernale. La discesa verso Castion è occasione per ammirare incantevoli panorami sulle colline moreniche del Garda meridionale. A Castion è da visitare la settecentesca Villa Pellegrini; più avanti ci si può soffermare sulla contrada campestre di San Verolo, raccolta intorno all’omonima chiesetta del XVI secolo. Un’agevole strada conduce a Costermano (grande cimitero militare tedesco, la cui visita impone una breve deviazione di percorso) e quindi ad Albarè, dove si svolta in direzione di Gazzoli per proseguire verso Rivoli, luogo celebre per una battaglia napoleonica (un museo ci ricorda l’avvenimento). L’area domina la val Lagarina, percorsa dall’Adige. Chi volesse averne una visione d’assieme salga alla Rocca, sito archeologico e vedetta sulle numerose fortificazioni militari che guardano il fiume.

Da Rivoli si scende al fondovalle. Tra le vigne e i cipressi emerge un monumento dedicato a Bonaparte. Canale, pittoresco paese dalle origini remote, è il primo centro al termine della discesa verso la valle atesina; la graziosa chiesetta dell’abitato è sovrastata da un terrazzo roccioso con interessanti fenomeni carsici. In alto, sul Baldo, la sagoma imponente del forte S. Marco domina questo tratto di valle, dove l’Adige corre fra una distesa di eleganti vigneti (bianco e rosso, entrambi doc). La strada continua, tra il fiume e le scoscese pareti baldensi, quasi parallela all’autostrada del Brennero. Superata la cappella del “Cristo della strada”, ecco Preabocco, paese dalla semplice chiesetta romanica. Ancora un paio di chilometri e si è a Brentino, dove s’apre un sentiero che conduce – in un paio d’ore di buon cammino, fra scenari selvaggi – al santuario della Madonna della Corona, incredibilmente sospeso ad una parete strapiombante. Più oltre c’è Rivalta, sede municipale del comune di Brentino Belluno; ospita la cantina sociale dei vini della Valdadige. Un ponte consente di attraversare l’Adige in direzione di Peri. Lasciata alle spalle la zona degli insediamenti industriali di Rivalta, si è in breve a Belluno Veronese, pittoresco paese racchiuso da un canale. E’ l’ultimo centro veronese della valle. Poco dopo si entra infatti in terra trentina a Mama d’Avio, zona di confine italo-austriaco sino alla Grande Guerra. All’orizzonte si nota la sagoma del magnifico castello di Sabbionara, in ottime condizioni di conservazione: lo si raggiunge dopo aver passato Avio. Sulla via che conduce a questa località è frequente incontrare edicole votive, segno della devozione popolare alla Vergine della Corona.

Ad Avio numerose indicazioni invitano a salire al Monte Baldo: conducono alla strada provinciale che si inerpica nella val Aviana, caratterizzata da scenari irreali fra le pieghe della montagna. Dopo una decina di chilometri è possibile una deviazione per Pra Alpesina, tra faggete e pascoli. Chi invece intende proseguire incontra subito la diga che forma il suggestivo laghetto baldense di Pra da Stua. Ancora salita sino ai 1300 m di San Valentino, dagli ampi prati fioriti nella bella stagione e dalle attrezzate piste sciistiche d’inverno. Ci si può dirigere a Corna Piana, riserva naturale, oppure continuare per San Giacomo, altro centro fornito di impianti per gli sport invernali. Può essere questo, in altra occasione, il punto d’avvio per una lunga escursione sino al Monte Altissimo.

Abbandonato San Giacomo, con la sua minuscola e graziosa chiesetta, si incomincia a scendere verso Brentonico (700 m s.l.m.) sono da notare la monumentale chiesa pievana, il Museo di fossili baldensi e il bel parco ombreggiato da alberi secolari. Agevole è la via per Mori, in mezzo a vigneti dei celebrati vini del Trentino. Castione, sulla strada, è insediamento dalla caratteristica architettura locale. Case e palazzi tipici anche a Mori, da dove cisi dirige verso il Garda passando da Loppio. E’ possibile imboccare la strada che sale in val di Gresta, area di rinomate produzioni ortofrutticole. Proseguendo invece verso il Benaco si giunge a Nago, grazioso centro che domina la bassa valle del Sarca. Una passeggiata invita ai ruderi di Castel Penede. Scendendo verso Torbole ecco le straordinarie marmitte dei giganti, enormi incavi nella roccia originati dall’erosione glaciale. Si ammira il Sarca che, placido, si getta nel Garda. Più giù è un tripudio di vele colorate sull’azzurro del lago.

counter