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Informazione sui livelli del Lago di Garda

INFORMAZIONI SUI LIVELLI DEL LAGO DI GARDA

1. Cenno sull'attuale disciplina della regolazione del Garda:

  • Tra il 1930 e il 1960, gradatamente, il lago di Garda cessò di essere un invaso naturale per assumere il carattere di serbatoio artificiale, regolabile dall'uomo.
  • Ciò fu dovuto alla costruzione, a monte, degli impianti idroelettrici di Molveno, Ledro e Valvestino, ma soprattutto all'erezione dello sbarramento di Salionze sul fiume Mincio, a valle, e, in parte, anche alla realizzazione della gigantesca galleria, cosiddetta scolmatrice, Mori-Torbole, che mise il fiume Adige in comunicazione con il Garda.
  • Lo sbarramento di Salionze, entrato in funzione nel 1960, consentendo di dosare il deflusso delle acque attraverso l'emissario, rese indispensabile una regolamentazione sia in ordine alle quantità di acqua prelevabili nei diversi periodi dell'anno, sia in ordine ai livelli minimi e massimi di sicurezza da osservare in ciascun periodo sotto il duplice profilo idraulico ed ecologico.
  • A tal fine, su richiesta del Ministero dei LL. PP., il Consorzio di Bonifica del Mincio predispose negli anni 1956-57 un "piano di massima" per la regolazione e la distribuzione delle acque benacensi.
  • Frattanto, con decreto ministeriale del 18.6.1957, venne istituita una Commissione per l'esercizio della regolazione dei livelli del Garda.
  • Dopo una laboriosa e accurata istruttoria, durata sette anni, il Ministero, udito il parere del Consiglio Superiore dei LL.PP. (espresso con voto n. 55 dell'11.3.1965), stabilì i livelli massimi e minimi da non oltrepassare.

Livello massimo:

aprile cm. 140
dal 1° maggio al 31 agosto cm. 135
dal 10 settembre al 10 novembre cm. 70

In casi di piene eccezionali, poteva raggiungersi il livello, sempre riferito allo zero idrometrico di Peschiera, di cm. 175.

Livello minimo: cm. 15

In casi di magre eccezionali, poteva raggiungersi il livello di cm. – 5;

  • La Commissione Ministeriale per l'esercizio della regolazione del Garda, nel 1984, decise di elevare il limite massimo, per il periodo dal 10 settembre al 10 novembre, a cm. 80, in considerazione dell'accresciuta capacità di smaltimento ottenuta con l'ammodernamento del manufatto di Governolo.
  • Il Ministero stabilì inoltre, in conformità del predetto parere del Consiglio Superiore, le erogazioni normative che potevano essere consentite nei vari periodi dell'anno e precisamente:

Erogazioni normative:

dal 1° al 20 aprile mc/sec. 30
dal 21 aprile al 31 maggio mc/sec. 68
dal 1° giugno al 15 agosto mc/sec. 88
dal 16 agosto al 20 settembre mc/sec. 68
dal 21 al 30 settembre mc/sec. 30
dal 1° ottobre al 31 marzo mc/sec. 22

Per "erogazioni normative", come spiegato nel parere del Consiglio Superiore, s'intende la media delle portate erogate in ogni singolo periodo.

2. Mutamenti intervenuti:

  • A distanza di quasi 50 anni da quando fu elaborata, l’attuale disciplina della regolazione dei livelli del Garda non appare più rispondente, sotto svariati profili, alle esigenze via via emerse con crescente intensità. Tre esigenze, in particolare, inducono a ritenere ormai indifferibile una revisione della normativa vigente.
  • Anzitutto, il peso determinante che oggi viene da tutti attribuito alla salvaguardia dell'ambiente. Questa esigenza primaria, un tempo sottovalutata se non addirittura ignorata, non può non essere tenuta nella massima considerazione in un ambito di elevatissimo pregio ambientale e paesistico.
  • Oltre a questo significativo cambiamento di prospettiva, che incide sulla graduatoria delle priorità, un mutamento oggettivo, di cui va tenuto pure grandissimo conto, è costituito dallo squilibrio in continua accentuazione tra la risorsa idrica disponibile e il complesso dei bisogni, di varia natura, che bussano alle porte di tale preziosa risorsa.
  • Mentre gli afflussi, legati alle vicende meteorologiche, sono sempre più avari, il fabbisogno subisce un andamento inverso.
  • Un terzo cambiamento, anch'esso di carattere oggettivo, si è verificato nel corso degli ultimi decenni, con una imponenza che non era certamente prevedibile allorché veniva elaborata la normativa approvata nel 1965. L'area del Garda si è arricchita d'insediamenti per il tempo libero e, in ispecie, di strutture e infrastrutture a servizio del turismo.
  • Il reddito, che nei primi decenni del secolo traeva origine prevalentemente dall'agricoltura e dalla pesca, ora si basa in larga misura sulle attività direttamente o indirettamente legate al turismo. E anche l'occupazione trova adesso una delle sue fonti più cospicue in tali attività.
  • Non soltanto gli operatori privati, ma anche la pubblica amministrazione, dallo Stato alle Regioni agli Enti locali, hanno investito somme ragguardevoli per la tutela e la valorizzazione del bacino gardesano. Basti ricordare le colossali opere di difesa ecologica delle acque lacustri.
  • L'ambiente, la salute, l'economia, richiedono dunque una riconsiderazione da parte delle Autorità preposte al governo del lago di Garda e del suo bacino, alla luce della nuova sensibilità e della nuova ottica che presiedono alle scelte in materia di utilizzo e d'impiego delle risorse.

3. Quali misure adottare? Le proposte della Comunità:

  • Le Autorità preposte e, in particolare l’Aipo e, proprio recentemente, la Commissione Ambiente del Senato con una risoluzione, riconoscono la necessità e l'urgenza di adeguare la disciplina dell'uso delle acque del Garda alle esigenze sopra accennate.
  • La Comunità del Garda, quale organismo politico unitariamente rappresentativo delle istanze finalizzate alla tutela e allo sviluppo del comune patrimonio benacense, e, soprattutto, in forza della delibera n. 9/2002 dell’Autorità di Bacino del fiume Po che riconferma il ruolo della Comunità nel settore, non si è limitata a segnalare il problema in discorso, ma ha offerto la propria collaborazione a tutti i soggetti interessati al fine di individuare le soluzioni ottimali.
  • In passato, la Comunità ha prodotto, avvalendosi di organismi altamente qualificati, una indagine conoscitiva sulla regolazione dei livelli del Garda, caratterizzata dalla ricerca obiettiva e assolutamente imparziale di punti d'incontro e di convergenza, atti a contemperare con il miglior equilibrio possibile i differenti bisogni e interessi in gioco. Tale studio, trasmesso formalmente al Ministero dei LL.PP. ed alle Regioni, è disponibile negli Uffici comunitari.

4. In sintesi, ecco le proposte della Comunità:

  1. Revisione generale dei livelli operativi minimo e massimo e riduzione del limite di erogazione media;
  2. Codificazione del principio di proporzionalità, nel senso che “gli apporti a monte del lago devono supportare le esigenze idriche del lago nei periodi di magra” e, correlativamente, le erogazioni a carico del lago devono essere proporzionalmente alle disponibilità dello stesso;
  3. Razionalizzazione dei sistemi d’irrigazione, così da evitare o almeno ridurre gli sprechi;
  4. Una opportuna regolamentazione dei rilasci d’acqua dai bacini idroelettrici a monte del Garda;
  5. Il riordino delle utenze irrigue;
  6. La limitazione dell’apertura dello scolmatore Adige-Garda esclusivamente ai casi di assoluta necessità per eventi di piene straordinarie;
  7. Interventi infrastrutturali di canalizzazione dell’acqua del fiume Adige nel Mincio e nel sistema irriguo, senza passare attraverso il lago;
  8. Revisione delle colture agricole e privilegio per quelle meno “idrovore”.

5. Decreto Regione Lombardia n. 3083 del 31 marzo 2009:

Presa d'atto ed acquisizione dei documenti relativi a: "Studio dei fabbisogni irrigui ottimali dei consorzi utenti del lago di Garda" e "studio degli effetti dello scarico del Fiume Mincio della acque di raffreddamento della centrale termoelettrica di Ponti sul Mincio" necessari alle istruttorie per il rilascio delle concessione di grande derivazione dal Fiume Mincio in provincia di Mantova. (scarica il decreto)
Derivazioni medie, comprensive del dmv (deflusso minimo vitale), rapportate alle quote del lago di Garda - periodo irriguo 1 aprile / 30 settembre (scarica la tabella)
Derivazioni medie, comprensive del dmv (deflusso minimo vitale), rapportate alle quote del lago di Garda - periodo invernale 1 ottobre / 31 marzo (scarica la tabella)
Scheda tecnica (scarica la scheda)

6. Convenzione per l'uso della Galleria Adige - Garda:

Convenzione per l'uso della "galleria Adige - Garda" manufatto scolmatore delle piene del fiume Adige sottoscritta dalla Provincia Autonoma di Trento, Regione del Veneto, Regione Lombardia, Agenzia Interregionale per il Fiume Po, Autorità di Bacino del fiume Adige e Autorità di Bacino del fiume Po, (scarica il documento)
Scenario piena del fiume Adige schema esplicativo da parte dell'A.I.Po (scarica lo scenario)  

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